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SAPER ESSERE CONTAGIOSI Stampa

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Spesso il verbo contagiare
lo abbiamo accostato alle malattie.
Da piccoli i genitori ci chiedevano
di non avvicinarci ai fratelli o sorelle ammalati,
per non essere appunto contagiati.
Allora il significato di “contagiare”
è diventato quasi un altro modo per dire stai lontano,
cerca di non aver contatti con la persona ammalata
per non fare la stessa fine!
Con il passare del tempo allora noi,tutti senza distinzione,
abbiamo imparato a prendere le distanze,
a girare alla larga da eventuali pericoli.
Quasi ci siamo specializzati in lontananze.
Più stiamo lontani dalle persone e più ci sentiamo sicuri.
Ma se la lontananza può essere accettata dai bambini
perché possano essere preservati da qualsiasi malattia
o contagio,per noi adulti quasi è diventato un modo di vivere.
Siamo lontani da tutti e da tutto.
Siamo lontani dalle persone che ci infastidiscono
e qualche volta cerchiamo proprio di evitarle.
Così siamo diventati uomini e donne soli.
Allora mi piacerebbe che ognuno di noi imparasse
a declinare il verbo “contagiare” al positivo,
senza nessun riferimento alla malattia,
ma anzi cercando di accostare al verbo contagiare
il sostantivo vita.
Sì,proprio così! Diventare persone che iniziano
a contagiarsi la bellezza della vita,
che non hanno paura di star vicino all’uomo di questo tempo,
che non girano alla larga da quello che potrebbe essere
un incontro bello e significativo per la propria vita.
Tanti episodi della vita di Gesù ci raccontano proprio come Lui
non ha avuto paura di avvicinarsi
e di farsi “contagiare” dalle persone.
Tutte le persone che lo avvicinavo si sentivano accolte
e contagiate dalla sua bellezza e dal suo modo di guardare e parlare.
Per dare senso alla nostra vita ognuno di noi
dovrebbe riscoprire l’arte del contagio ed essere convinto
che ha delle cose così belle e profonde che potrebbero servire
per rendere bella la vita della persona che ha di fronte.
Per essere però contagiosi bisogna saper far tacere le parole,
i giudizi,il pettegolezzo.Le nostre parole spesso allontano,
scavano ferite profonde,non consolano.
Il contagio invece ti dona sicurezza,fiducia,amore.
L’immagine che mi attraversa il cuore è vedere che molte volte
il pianto dei grandi e dei piccoli si placa quando qualcuno
è disposto a stringerci al suo cuore;
pensate la mamma con un bambino piccolo.
Il pianto o il dolore non si curano facendo discorsi,
anche altamente significativi,ma si accolgono facendo in modo
che il pianto dell’altra ci bagni il viso e il cuore.
Vi auguro di saper essere uomini e donne esperti di vicinanze,
che non hanno paura di lasciarsi stravolgere la vita
da un contatto umano,dalle lacrime di ogni uomo del nostro tempo.
Le lontananze ci rendono alieni.
Il contagio ci rende umani.