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2 NOVEMBRE, COMMEMORAZIONE DI CARI DEFUNTI Stampa

editorialecardinale

Qualche giorno fa
abbiamo commemorato tutti
i fedeli defunti e ognuno di noi
ha fatto visita ai propri cari defunti.
I cimiteri brulicavano di tanta gente che,
vicino alla tomba di un familiare,
era intenta a pregare.
Ognuno assorto nei propri pensieri.
Anch’io,assorto nei miei,facevo delle riflessioni
e pensavo a quanto avevo letto qualche giorno prima
sul pensiero di Sant’Agostino riguardo alla morte.
Diceva Sant’Agostino: “La morte non è niente”.
Ora,volendo smorzare al massimo il dolore
che un essere umano prova quando una persona cara muore,
potrei forse anche tentare di pensarlo.
Ma in alcuni momenti non lo credo proprio,tutto è cambiato,
mio padre e mia madre già da qualche tempo non ci sono più
tranne che nei miei ricordi,in quella dei miei cari
e di tutte le altre persone che li hanno conosciuti ed amati.
Per me,come credo per i miei fratelli,da quel momento
è iniziato un nuovo percorso.Io,la morte di mio padre
e di mia madre l'ho vissuta drammaticamente e,
per quanto riguarda papà,può sembrar strano,
forse anche con una certa tenerezza
(ero con lui nei suoi ultimi momenti di vita).
Ho provato,e provo tutt'ora quando ci penso,un grande vuoto,
un dolore ancora vivo e,nel contempo,una grande pace
pensando che tutti e due hanno compiuto
il loro ciclo di esperienze fondamentali:
nascere,vivere e morire nella grazia di Dio.
Quante volte,nei momenti più tristi,
ho pensato a papà e mamma che,magari,ci sussurrano,
come dice Sant’Agostino:
“siate tranquilli,sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e voi siete sempre voi.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Parlatemi nello stesso modo affettuoso che avete sempre usato.
Non cambiate il tono di voce,non assumete un’aria solenne
o triste.Pregate,sorridetemi,pensatemi!
Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri
e dalla vostra mente,solo perché sono fuori dalla vostra vista?
Non sono lontano,sono dall’altra parte,proprio dietro l’angolo.
Rassicuratevi,va tutto bene.Ritroverete il mio cuore,
ne ritroverete la tenerezza purificata.
Asciugate le vostre lacrime e non piangete,se mi amate:
il vostro sorriso è la mia pace.”
Ma loro non ci sono più ed io sono triste!
Mi mancano e questo è doloroso!
Speri che col tempo che passa e passerà,
si addolciranno anche le emozioni più dure.
Ma oggi,malgrado tutto,allo stesso tempo,
sapendo che ha raggiunto la casa di Dio Padre
mi sento un po’ più sereno e posso sorridere,
pur tra gli occhi gonfi di pianto,ricordando certi nostri momenti,
quando parlo con mia moglie e con i miei figli di loro
o quando,da solo,li penso in un certo modo,
e sono anche felice per l’amore infinito che mi hanno insegnato
e che hanno donato! Dovrei forse essere arrabbiato
perché non ci sono più? E,poi,arrabbiato con chi?
Sono stati genitori splendidi,onesti,generosi e veramente buoni.
Avevano lavorato per tantissimi anni per dare a noi figli
e alla famiglia il giusto decoro,senza mai lamentarsi
più di tanto ma,anzi,ringraziando Iddio ogni giorno
per la forza che dava loro.Poi la malattia ha colpito prima papà
e poi mamma,e benché sofferenti,hanno continuato
a perseverare nell’amore di Dio,continuandolo a ringraziare
perché potevano ancora godere dell’amore dei loro cari
e della vicinanza di noi figli e dei meravigliosi nipoti.
Li ricordo così con quella tenerezza che ci davano da vivi,
ed era fantastica! Ma ho bisogno anche di piangere,
quanto voglio e quando ne sento il bisogno.
Poi le lacrime si asciugheranno da sole e tornerà il sorriso.
Questi sono i miei pensieri e le mie percezioni sulla morte
e sull'elaborazione del lutto.
Non sono certo che la mia visione sia quella più giusta.
Però,è uno tra i tanti punti di vista,la verità non la conosciamo
ed è quello che mi fa piacere pensare.

S.C.