Crea sito
STANNO FINENDO LE SCORTE Stampa

editvaleria

Earth Overshoot Day.
Questa è la spada di Damocle del XXI secolo.
Più dei disastri politici,dell’emergenza immigrazione
e di qualsiasi altro problema.
L’Earth Overshoot Day non è una giornata qualsiasi,
non un giorno di commemorazione.È un promemoria che,
ogni anno,ci ricorda che le risorse ambientali
sul nostro pianeta non sono sufficienti.
Letteralmente,
“il giorno del superamento della soglia della Terra”,
che quest’anno è caduto il 2 agosto,
è un dato estremamente allarmante e preoccupante.
Ogni anno,l’Earth Overshoot Day anticipa
di circa una settimana(8 agosto nel 2016,
13 agosto nel 2015,fine settembre nel 2000),
il che vuol dire che per almeno quattro mesi,
ogni anno,il nostro pianeta è sfruttato
oltre le sue possibilità.
Ogni anno,il Global Footprint Network
studia e calcola l’impatto ecologico che ha l’umanità,
cioè la necessità che abbiamo di utilizzare le risorse,
confrontandola,in un secondo momento,
con la biocapacità globale,ossia con la capacità della Terra
di produrre risorse e di assorbire il biossido di carbonio
(dal Corriere della Sera, 2 agosto 2017, ndr).
L’organizzazione,inoltre,si occupa anche di valutare
l’impatto singolo che ogni stato ha sul consumo globale:
l’Italia,da questo punto di vista,è decima
nella classifica mondiale, capitanata da USA e Australia.
In termini più realistici,se tutti gli abitanti del mondo
vivessero come viviamo noi,dovrebbero esserci 2,6 Terre,
per sostenere adeguatamente i consumi.
Riducendo il discorso esclusivamente alla nostra nazione,
sarebbero necessarie 4,3 “Italie”.
Naturalmente, l’impatto ambientale che quotidianamente abbiamo,
determina un aumento della quantità di gas serra
che restano intrappolati nell’atmosfera,
impediscono la dispersione del calore prodotto dai raggi solari
e vanno a determinare quello che tutti conosciamo
come “effetto serra”.
Questo si ripercuote in un evento estremamente percepibile
e per cui tutti stiamo soffrendo in questi giorni:
il riscaldamento globale,che a sua volta determina
sia un aumento delle temperature percepite
che lo scioglimento dei ghiacciai,
con innalzamento del livello dei mari
e aumento del rischio inondazioni.
La temperatura percepita,infatti, risente enormemente
sia dell’umidità che dell’inquinamento ambientale,
ragione per cui le città più sviluppate sono tra quelle
in cui la temperatura percepita è superiore.
Ogni anno tutti i tg mandano il loro monito,
raccomandando gli ascoltatori,soprattutto le categorie a rischio
–anziani e bambini –,di non esporsi al sole
durante le ore più calde della giornata,
perché “questa è l’estate più calda degli ultimi tempi”.
Per quanto possa sembrare una storia trita e ritrita,
purtroppo ha un fondo di verità:i picchi di temperature
toccate negli ultimi giorni raggiungono i 50°C in Sardegna,
ed è stato evidente un aumento della temperatura media,
che si è mantenuta intorno ai 40°C in tutta la penisola,
come culmine di un progressivo riscaldamento
registratosi nell’ultimo decennio.
Più che le considerazioni,i dati oggettivi
dovrebbero farci riflettere su quanto ormai la Terra
non sia in grado di sostenere i consumi
per una demografia così importante
e sulla necessità imminente sia di puntare
sulle risorse rinnovabili,sia di ridimensionare i consumi
e gli sprechi,perché del danno che abbiamo creato,
in un modo o nell’altro,siamo responsabili tutti.
In fin dei conti,chi è causa del suo mal,pianga se stesso.
Valeria Epifani