Crea sito
INVITO ALLA LETTURA Stampa

editdon

Per molti mesi
c’è stato un forte
tam tam mediatico che annunciava la pubblicazione
della “vera” prima Enciclica,pensata e scritta,
da papa Francesco dal titolo
Laudato si’. Sulla cura della casa comune.
Dico “vera” perche la precedente Enciclica,Lumen Fidei
del 29 giugno 2013,era stata pensata e forse
ampiamente scritta da papa Benedetto XVI e papa Francesco
con un grande atto di continuità e umiltà
ha desiderato che si pubblicasse.
Dal 18 giugno 2015 tutti hanno potuto leggere,apprezzare
e criticare questa enciclica che il papa ha pubblicato.
"LAUDATO SI',SULLA CURA DELLA CASA COMUNE" - Francesco
Cos’è l’enciclica?
L’enciclica(dal greco enkýklos,"in giro","in circolo")
è una lettera pastorale del Papa su materie dottrinali,
morali o sociali,indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa e,
attraverso di loro,a tutti i fedeli.
L’enciclica prende il nome dalle prime parole
che aprono l’intero documento papale: «Laudato si’, mi’ Signore»,
cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico
ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella,
con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella
che ci accoglie tra le sue braccia:
«Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,et produce diversi fructi
con coloriti flori et herba».
(LS 1) Con il famoso Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi,
il papa apre la sua Enciclica e da subito si intuisce
che tema principale di tutto il documento è l’attenzione
alla “sora nostra matre Terra”.
Perchè leggerla?
Molti si sono chiesti come mai il papa “sfruttasse”
un documento così importante per parlare di attenzione alla terra
e alla cura della casa comune e invece non pensasse,
per niente,ai problemi di morale o di fede
che spesso riempiono i giornali e le tv.
La risposta è semplice che provo a condividere:
1.Da subito il papa si mostrò attento alle “cose della terra”.
Il 16 marzo 2013,tre giorni dopo la sua elezione,
spiegò ai giornalisti il perché del nome Francesco e disse:
“Alcuni non sapevano perché il Vescovo di Roma
ha voluto chiamarsi Francesco.Alcuni pensavano a Francesco Saverio,
a Francesco di Sales,anche a Francesco d’Assisi.
Io vi racconterò la storia.Nell’elezione, o avevo accanto a me
l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito
della Congregazione per il Clero,il cardinale Claudio Hummes:
un grande amico,un grande amico! Quando la cosa diveniva
un po’ pericolosa,lui mi confortava.
E quando i voti sono saliti a due terzi,viene l’applauso consueto,
perché è stato eletto il Papa.E lui mi abbracciò,
mi baciò e mi disse: “Non dimenticarti dei poveri!”.
E quella parola è entrata qui: i poveri,i poveri. Poi,subito,
in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi.
Poi,ho pensato alle guerre,mentre lo scrutinio proseguiva,
fino a tutti i voti.E Francesco è l’uomo della pace.
E così, è venuto il nome,nel mio cuore: Francesco d’Assisi.
E’ per me l’uomo della povertà,l’uomo della pace,
l’uomo che ama e custodisce il creato;in questo momento
anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona,no?
E’l’uomo che ci dà questo spirito di pace,l’uomo povero …
Ah,come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”
Da subito,dunque,papa Francesco ha voluto che l’attenzione del mondo
fosse indirizzata ad una relazione buona con la terra,
con le cose che riguardano l’ovvietà di ogni giorno,
con il rispetto dei luoghi che abitiamo e che spesso non guardiamo.
Mi sembra insomma un invito a prendere“le cose della terra” sul serio
e a guardarle con occhi diversi.
2.Con questo documento il papa ci vuole dimostrare
che l’attenzione della Chiesa,dei cristiani non può essere
solo attratta dalle questioni morali o sessuali.
Non possiamo più permetterci di pensare alla Chiesa
come una macchina che spara sentenze morali e impone divieti.
Non possiamo pensare solo ad una Chiesa che dice dei no!
Laudato si’ ci invita a dare un senso a tutta la nostra vita,
a porci delle domande che danno profondità ad ogni azione che facciamo.
Ci sono delle domande scottanti dalle quali non possiamo sottrarci:
a che scopo passiamo da questo mondo?
Per che scopo lavoriamo e lottiamo?
Perché questa terra ha bisogno di noi? (LS 160)
Ora,sarebbe bello se queste domande interessassero le nostre vite
con una certezza,lo dico con Baden Powell fondatore degli scout,
che noi siamo chiamati a lasciare questo mondo
un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.
Buona lettura e una carezza!