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SCATOLONI VUOTI, DIGNITA’ SVENDUTA Stampa

editvaleria

Scatoloni,gente col turbante,
volti compiaciuti che,con fare orgoglioso,
gonfiano il petto davanti a quello che tutto il mondo,
dalla notte dei tempi,invidia all’Italia: l’arte.
Arte? Gli scatoloni? Perché? Cosa c’entra?
Riavvolgiamo il rullino e chiariamo un po’ l’ultima,
ennesima,vicenda che ci ha ridicolizzati davanti al mondo.
Il 25 gennaio il presidente iraniano Hasan Rohani
è stato accolto nella nostra Capitale
dalle maggiori cariche del Governo e della Chiesa:
il Santo Padre,con cui ha avuto un breve confronto
circa le tematiche del Giubileo straordinario
che il pontefice ha aperto lo scorso 8 dicembre,
e il premier Matteo Renzi,che l’ha ospitato a cena
insieme a tutti i dirigenti della grande industria italiana.
Che cosa si festeggiava?
Il ritorno dell’Iran sulla scena economica internazionale.
E fin qui,niente di strano.
I tappeti rossi alle principali cariche degli altri continenti
sono sempre stati srotolati… più o meno.Ma il bello viene ora.
Nel suo tour turistico per la Capitale,il presidente Rohani
è stato portato in visita anche ai Musei Capitolini,
il fulcro della cultura,dell’Arte e della bellezza
che caratterizzano Roma,ancor più dei Musei Vaticani.
Perché i Musei Capitolini racchiudono e conservano opere
che sono l’emblema della cultura latina e romana,
dal Cavallo di Marco Aurelio(che è forse il riferimento più noto),
al bronzo della Lupa Capitolina con Romolo e Remo,
ad una marea di reperti provenienti dal Magazzino Archeologico Comunale.
Mica statuette da quattro soldi.
Che bella idea,avvicinare a noi una cultura così diversa
e poterci far vanto dell’unica cosa
che non ci ha mai fatto abbassare la testa!
Già,che bella idea.Ma si sa, noi italiani siamo bravi
a tirarci sempre la zappa sui piedi.
Il presidente iraniano,infatti, ha accettato di fare un giro veloce
attraverso la storia d’Italia,e siccome noi italiani
siamo noti per essere un popolo ospitale e gli ospiti
devono essere trattati con i guanti bianchi,
abbiamo avuto un’idea geniale: coprire ogni nudità,
per non urtare la sensibilità di Rohani.
Coprire ogni nudità? Scusa,in che senso?
Nell’unico senso possibile: niente genitali,niente seni,
perfino il cavallo di Marco Aurelio non era pudico abbastanza.
Ma parliamo delle statue? Coprire i genitali delle statue?
Sì,esatto.E come? Facile.Poiché il papa Clemente XIII
è morto da un pezzo,quindi ad evirare tutte le statue del museo
non c’era nessuno,e metterci un pareo o un bikini
sarebbe stato oggettivamente poco elegante,la soluzione migliore
era solo una: usare gli scatoloni.E qui richiudiamo il cerchio.
Abbiamo avvolto statue centenarie in dei cartoni
perché avrebbero potuto urtare la sensibilità
di un presidente che viene da uno Stato in cui di statuette nude
ce ne sono a bizzeffe.Roba che si sarà fatto una risata Rohani stesso.
Ma di chi è stata quest’idea geniale?
Boh,come al solito non lo sa nessuno,come al solito
lo scaricabarile vige indisturbato.
Perché nessuno si prende mai le sue responsabilità
quando c’è da ammettere che tutto il mondo sta ridendo di noi,
ancora una volta.E io sono certa che questa figura colossale
ce la saremmo risparmiata volentieri,
se uno dei motivi della visita in Italia di Rohani
non fosse stata la firma di accordi per investimenti
di un importo pari a 17 miliardi di euro
a favore di alcune aziende italiane e se l’Iran stesso non fosse,
in questo momento storico,“il mercato più interessante al mondo”.
Della serie “non spaventiamo il cane,altrimenti scappa via.”
Ecco,abbiamo definitivamente toccato il fondo,
affossando quel briciolo di dignità e di orgoglio
che ci era rimasto e per cui potevamo ancora
andare in giro in Europa a dire con fierezza di essere italiani.
Adesso non ci è rimasto più nulla.
Non ci è rimasto davvero più nulla.
Valeria Epifani